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Dott. Luca RussoDottore Commercialista e Revisore Legale

Commercialista per creator e influencer

Chi guadagna con i contenuti digitali ha entrate di natura diversa: sponsorizzazioni, compensi dalle piattaforme, affiliazioni, prodotti ricevuti, abbonamenti, licenze d'immagine, merchandising. Ogni voce ha una tassazione propria, e il confine tra attività occasionale e professionale si supera senza accorgersene. Seguo creator di ogni dimensione, dal primo contratto alla società; lo studio è a Napoli e con i creator lavoro quasi sempre a distanza, ovunque siano.

Le questioni fiscali tipiche

Occasionale o abituale. Un'attività occasionale produce redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. l, TUIR), senza partita IVA e con ritenuta d'acconto. Quando diventa abituale, perché continua nel tempo e si organizza, serve la partita IVA: come lavoro autonomo o, se prevalgono organizzazione e mezzi, come impresa. Dal 2025 esiste il codice ATECO dedicato, 73.11.03 "Attività di influencer marketing", accanto ai codici per chi produce contenuti editoriali o video.

Contributi INPS. La circolare INPS n. 44 del 19 febbraio 2025 ha chiarito l'inquadramento: Gestione separata per chi opera come lavoratore autonomo, Gestione commercianti per chi opera come impresa, Fondo pensione lavoratori dello spettacolo per chi svolge attività artistica (recitazione, esibizione, format di intrattenimento). La scelta sbagliata genera contributi non versati e sanzioni.

Prodotti ricevuti e scambi. Prodotti, viaggi e servizi ricevuti in cambio di contenuti sono compensi in natura, tassati al valore normale (art. 9 TUIR) e, con la partita IVA, da fatturare. Il "regalo" del brand non esiste, dal punto di vista fiscale, se c'è una controprestazione.

Piattaforme estere. YouTube, Meta, TikTok, Twitch e le piattaforme di abbonamento pagano da società con sede in altri Paesi UE o fuori dall'UE. Le prestazioni rese sono fuori campo IVA in Italia (art. 7-ter D.P.R. 633/1972) con adempimenti propri, anche nel forfetario; i servizi acquistati dall'estero (pubblicità, software, commissioni) richiedono l'inversione contabile. Alcune piattaforme comunicano i dati dei guadagni alle autorità fiscali europee (DAC7, D.Lgs. 32/2023): il Fisco li conosce già.

Diritti d'autore e immagine. I compensi per la cessione di diritti d'autore su opere dell'ingegno hanno una deduzione forfetaria prevista dal TUIR e un regime diverso dai compensi per servizi; i contratti di licenza dell'immagine vanno scritti con attenzione, perché la qualificazione decide tassazione e contributi.

Agenzie, management e contratti. Contratti di esclusiva, percentuali di agenzia, codici sconto permanenti, obblighi di pubblicazione: un contratto scritto male costa più delle imposte. Un codice sconto stabile con provvigione sulle vendite può far considerare il creator un agente di commercio, con obblighi Enasarco: lo ha affermato il Tribunale di Roma, sezione lavoro, con la sentenza n. 2615 del 4 marzo 2024.

Pubblicità trasparente. Le linee guida AGCOM del 2024 e il codice di condotta per gli influencer applicano le regole dei media audiovisivi ai creator con un seguito rilevante; il Codice del consumo vieta la pubblicità occulta. Non è materia fiscale, ma un contratto di sponsorizzazione va impostato tenendone conto.

Quando conviene la società. Oltre un certo livello di ricavi, con un team, investimenti in attrezzature e marchi da proteggere, la S.r.l. consente di reinvestire con una tassazione più bassa e di separare il patrimonio. Sotto quel livello, costa più di quanto rende. Il confronto va fatto con i numeri, compresi i contributi.

Residenza fiscale. Chi si trasferisce all'estero continuando a lavorare con brand e pubblico italiani deve verificare dove è residente ai fini fiscali secondo i nuovi criteri (art. 2 TUIR, come modificato dal D.Lgs. 209/2023): il domicilio, inteso come centro delle relazioni personali e familiari, e la presenza fisica contano quanto l'iscrizione anagrafica.

Cosa serve a un creator

Domande frequenti

Quando devo aprire la partita IVA?

Quando l'attività è abituale: contenuti pubblicati con continuità, più collaborazioni nell'anno, un'organizzazione anche minima. Non esiste una soglia di guadagno sotto la quale si resta occasionali: conta il modo in cui si lavora. Chi nel dubbio resta senza partita IVA rischia la riqualificazione con imposte, contributi e sanzioni sugli anni passati.

Quale regime conviene a un creator?

Il forfetario è spesso la scelta iniziale: per il codice 73.11.03 il reddito si calcola applicando un coefficiente ai ricavi, senza dedurre le spese reali. Conviene finché le spese sono basse; se si investe in attrezzature, collaboratori o pubblicità, l'ordinario o la S.r.l. possono costare meno.

I prodotti che ricevo dai brand sono tassati?

Sì, se c'è un accordo che prevede contenuti in cambio: sono compensi in natura al valore normale del bene o servizio. Conviene regolare nel contratto chi li valorizza e come, e fatturarli. I prodotti inviati senza alcun obbligo di pubblicazione sono un caso diverso, da documentare.

Come fatturo a YouTube o a Meta?

Con fattura senza IVA, fuori campo per territorialità (art. 7-ter D.P.R. 633/1972), verso la società estera che paga, con gli adempimenti collegati (elenchi Intrastat per i clienti UE, comunicazione delle operazioni con l'estero). Nel forfetario l'obbligo resta. I compensi vanno dichiarati anche se la piattaforma non invia alcun documento.

Quali contributi devo versare?

Dipende dall'inquadramento: Gestione separata INPS se lavoratore autonomo, Gestione commercianti se impresa, Fondo pensione lavoratori dello spettacolo se l'attività è artistica (circolare INPS 44/2025). Nel caso dell'agente di commercio si aggiunge l'Enasarco. L'inquadramento va deciso all'inizio, con il contratto in mano.

Mi conviene una S.r.l.?

Quando i ricavi superano stabilmente quello che serve per vivere e si vuole reinvestire, quando c'è un team o quando si vogliono separare marchio, immagine e patrimonio personale. La S.r.l. ha costi fissi, bilancio e una tassazione a due livelli: il confronto si fa sui numeri a tre anni, non sull'aliquota.

Non sono a Napoli: possiamo lavorare insieme?

Sì. Con i creator lavoro quasi sempre a distanza: contratti, fatture, dichiarazioni e incontri si gestiscono via email, PEC e videochiamata.

Il primo incontro ha un costo?

Il primo contatto serve a capire piattaforme, tipi di entrate e contratti in corso. Se andiamo avanti, le condizioni dell'incarico vengono concordate per iscritto prima di iniziare.

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Mi indichi su quali piattaforme lavora, che tipo di entrate ha e se ha già una partita IVA o un'agenzia.

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