Commercialista per avvocati e studi legali
L'avvocato incassa a distanza di anni dal lavoro svolto, anticipa spese per il cliente, riceve compensi liquidati dal giudice o dallo Stato e ha una cassa con contributi e scadenze proprie. Seguo avvocati e studi legali sulla fiscalità personale, sui rapporti con Cassa Forense e sull'organizzazione dello studio. Lo studio è a Napoli; lavoro con avvocati di tutta Italia, a distanza. Con molti collaboro anche nell'altra direzione, come consulente tecnico e per i profili fiscali delle loro pratiche.
Le questioni fiscali tipiche
Cassa Forense. L'iscrizione alla cassa segue l'iscrizione all'albo (art. 21 L. 247/2012): contributo soggettivo sul reddito, contributo integrativo in fattura, contributi minimi anche con reddito zero, modello 5 da inviare ogni anno. Chi inizia ha riduzioni nei primi anni; chi sbaglia il modello 5 paga sanzioni.
Fatturazione all'incasso. La fattura si emette quando il compenso viene pagato; prima si invia un avviso di parcella, che non è un documento fiscale. Il reddito segue la cassa: una causa chiusa a novembre e pagata a gennaio è reddito dell'anno dopo. Gli acconti incassati sono compensi nell'anno in cui si ricevono.
Spese anticipate per il cliente. Contributo unificato, marche, diritti di cancelleria, notifiche: se anticipate in nome e per conto del cliente e documentate, sono escluse dall'IVA (art. 15, comma 1, n. 3, D.P.R. 633/1972) e, dal 2025, non concorrono al reddito se riaddebitate analiticamente (art. 54 TUIR). Le spese generali forfetarie e le spese di viaggio sono invece compenso. Tenere i due flussi distinti in fattura evita contestazioni su ritenuta e IVA.
Compensi liquidati dal giudice e gratuito patrocinio. Le spese di lite rifuse dalla controparte si fatturano al proprio cliente, salvo distrazione delle spese; i compensi per il patrocinio a spese dello Stato si fatturano in formato elettronico al Ministero della Giustizia, con ritenuta operata dallo Stato e tempi di incasso lunghi che vanno pianificati.
Antiriciclaggio. Gli avvocati sono soggetti obbligati quando assistono il cliente in operazioni immobiliari, nella gestione di denaro o strumenti finanziari, nella costituzione o gestione di società (art. 3, comma 4, lett. c, D.Lgs. 231/2007): adeguata verifica, conservazione e segnalazione delle operazioni sospette, con procedure scritte.
Somme dei clienti. Depositi per spese future, somme incassate per conto del cliente da controparti o da esecuzioni: non sono compensi e vanno tenute distinte dai fondi dello studio, con una contabilità che permetta di dimostrarlo in ogni momento.
Associazione professionale o STA. L'associazione tra avvocati tassa il reddito per trasparenza in capo a ciascuno; la società tra avvocati (art. 4-bis L. 247/2012), se costituita come S.r.l., produce reddito d'impresa con bilancio e IRES, con regole proprie su soci di capitale e organo di gestione. Collaboratori con partita IVA stabilmente inseriti nello studio sono un rischio di riqualificazione.
Cosa serve a chi esercita la professione forense
- Consulenza fiscale
- Consulenza societaria
- Contenzioso tributario
- Contratti commerciali
- Finanza d'impresa e banche
Domande frequenti
Quando devo emettere la fattura per una causa?
Al momento dell'incasso del compenso, anche parziale. Fino ad allora si invia un avviso di parcella o una nota pro forma, che non va registrata ai fini IVA. Se il cliente paga in ritardo, non c'è imposta da anticipare; se non paga mai, non c'è reddito.
Il contributo unificato anticipato al cliente va in fattura con IVA?
No, se è stato pagato in nome e per conto del cliente ed è documentato: è un'anticipazione esclusa dall'IVA (art. 15 D.P.R. 633/1972) e non è soggetta a ritenuta. Va indicato in fattura come voce separata dal compenso e dalle spese generali, che invece sono imponibili.
Come si fattura il gratuito patrocinio?
Con fattura elettronica al Ministero della Giustizia, per l'importo liquidato dal giudice, con IVA e con la ritenuta d'acconto che lo Stato opera al pagamento. Il contributo integrativo Cassa Forense si applica. I tempi di incasso sono lunghi e vanno considerati nella pianificazione dei versamenti.
Un avvocato può stare nel forfetario?
Sì, se rispetta requisiti e cause di esclusione generali. Vanno valutati i compensi attesi, le spese reali dello studio, gli altri redditi e la Cassa Forense, i cui contributi restano dovuti e deducibili.
Posso partecipare a una STA come commercialista?
La società tra avvocati ammette soci professionisti di altre professioni e soci di capitale entro limiti precisi di legge (art. 4-bis L. 247/2012); la maggioranza dei soci e dei voti deve restare agli avvocati. La convenienza fiscale va confrontata con quella dell'associazione professionale, che resta la forma più semplice.
Il mio studio non è a Napoli: possiamo lavorare insieme?
Sì. Fatturazione, modello 5, dichiarazioni e adempimenti si gestiscono per via telematica; i documenti passano da email e PEC e gli incontri si fanno in videochiamata. Seguo avvocati in tutta Italia.
Il primo incontro ha un costo?
Il primo contatto serve a capire lo studio, la posizione con Cassa Forense e le modalità di fatturazione. Se andiamo avanti, le condizioni dell'incarico vengono concordate per iscritto prima di iniziare.
Contattami
Mi indichi se esercita da solo o in studio, con quali volumi e se ha pratiche di gratuito patrocinio o incarichi giudiziari.