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Dott. Luca RussoDottore Commercialista e Revisore Legale

Commercialista per avvocati e studi legali

L'avvocato incassa a distanza di anni dal lavoro svolto, anticipa spese per il cliente, riceve compensi liquidati dal giudice o dallo Stato e ha una cassa con contributi e scadenze proprie. Seguo avvocati e studi legali sulla fiscalità personale, sui rapporti con Cassa Forense e sull'organizzazione dello studio. Lo studio è a Napoli; lavoro con avvocati di tutta Italia, a distanza. Con molti collaboro anche nell'altra direzione, come consulente tecnico e per i profili fiscali delle loro pratiche.

Le questioni fiscali tipiche

Cassa Forense. L'iscrizione alla cassa segue l'iscrizione all'albo (art. 21 L. 247/2012): contributo soggettivo sul reddito, contributo integrativo in fattura, contributi minimi anche con reddito zero, modello 5 da inviare ogni anno. Chi inizia ha riduzioni nei primi anni; chi sbaglia il modello 5 paga sanzioni.

Fatturazione all'incasso. La fattura si emette quando il compenso viene pagato; prima si invia un avviso di parcella, che non è un documento fiscale. Il reddito segue la cassa: una causa chiusa a novembre e pagata a gennaio è reddito dell'anno dopo. Gli acconti incassati sono compensi nell'anno in cui si ricevono.

Spese anticipate per il cliente. Contributo unificato, marche, diritti di cancelleria, notifiche: se anticipate in nome e per conto del cliente e documentate, sono escluse dall'IVA (art. 15, comma 1, n. 3, D.P.R. 633/1972) e, dal 2025, non concorrono al reddito se riaddebitate analiticamente (art. 54 TUIR). Le spese generali forfetarie e le spese di viaggio sono invece compenso. Tenere i due flussi distinti in fattura evita contestazioni su ritenuta e IVA.

Compensi liquidati dal giudice e gratuito patrocinio. Le spese di lite rifuse dalla controparte si fatturano al proprio cliente, salvo distrazione delle spese; i compensi per il patrocinio a spese dello Stato si fatturano in formato elettronico al Ministero della Giustizia, con ritenuta operata dallo Stato e tempi di incasso lunghi che vanno pianificati.

Antiriciclaggio. Gli avvocati sono soggetti obbligati quando assistono il cliente in operazioni immobiliari, nella gestione di denaro o strumenti finanziari, nella costituzione o gestione di società (art. 3, comma 4, lett. c, D.Lgs. 231/2007): adeguata verifica, conservazione e segnalazione delle operazioni sospette, con procedure scritte.

Somme dei clienti. Depositi per spese future, somme incassate per conto del cliente da controparti o da esecuzioni: non sono compensi e vanno tenute distinte dai fondi dello studio, con una contabilità che permetta di dimostrarlo in ogni momento.

Associazione professionale o STA. L'associazione tra avvocati tassa il reddito per trasparenza in capo a ciascuno; la società tra avvocati (art. 4-bis L. 247/2012), se costituita come S.r.l., produce reddito d'impresa con bilancio e IRES, con regole proprie su soci di capitale e organo di gestione. Collaboratori con partita IVA stabilmente inseriti nello studio sono un rischio di riqualificazione.

Cosa serve a chi esercita la professione forense

Domande frequenti

Quando devo emettere la fattura per una causa?

Al momento dell'incasso del compenso, anche parziale. Fino ad allora si invia un avviso di parcella o una nota pro forma, che non va registrata ai fini IVA. Se il cliente paga in ritardo, non c'è imposta da anticipare; se non paga mai, non c'è reddito.

Il contributo unificato anticipato al cliente va in fattura con IVA?

No, se è stato pagato in nome e per conto del cliente ed è documentato: è un'anticipazione esclusa dall'IVA (art. 15 D.P.R. 633/1972) e non è soggetta a ritenuta. Va indicato in fattura come voce separata dal compenso e dalle spese generali, che invece sono imponibili.

Come si fattura il gratuito patrocinio?

Con fattura elettronica al Ministero della Giustizia, per l'importo liquidato dal giudice, con IVA e con la ritenuta d'acconto che lo Stato opera al pagamento. Il contributo integrativo Cassa Forense si applica. I tempi di incasso sono lunghi e vanno considerati nella pianificazione dei versamenti.

Un avvocato può stare nel forfetario?

Sì, se rispetta requisiti e cause di esclusione generali. Vanno valutati i compensi attesi, le spese reali dello studio, gli altri redditi e la Cassa Forense, i cui contributi restano dovuti e deducibili.

Posso partecipare a una STA come commercialista?

La società tra avvocati ammette soci professionisti di altre professioni e soci di capitale entro limiti precisi di legge (art. 4-bis L. 247/2012); la maggioranza dei soci e dei voti deve restare agli avvocati. La convenienza fiscale va confrontata con quella dell'associazione professionale, che resta la forma più semplice.

Il mio studio non è a Napoli: possiamo lavorare insieme?

Sì. Fatturazione, modello 5, dichiarazioni e adempimenti si gestiscono per via telematica; i documenti passano da email e PEC e gli incontri si fanno in videochiamata. Seguo avvocati in tutta Italia.

Il primo incontro ha un costo?

Il primo contatto serve a capire lo studio, la posizione con Cassa Forense e le modalità di fatturazione. Se andiamo avanti, le condizioni dell'incarico vengono concordate per iscritto prima di iniziare.

Contattami

Mi indichi se esercita da solo o in studio, con quali volumi e se ha pratiche di gratuito patrocinio o incarichi giudiziari.

Scrivimi392 989 9529luca@luca-russo.it